Desy Icardi, Il fantasma del lettore passato

«Sin da bambino, l’avvocato aveva maturato la consapevolezza che i libri meritevoli di esser letti erano decine di migliaia mentre lui era uno soltanto e, al contrario dei grandi capolavori letterari, non era neppure immortale. Insomma, il tempo che ciascuno aveva da trascorrere sulla terra era limitato, e quello per leggere era ancora più esiguo e pertanto infinitamente prezioso, ecco perché trovava insensato sprecarlo facendo la coda nei negozi o prendendo parte alla miriade di feste e festicciole natalizie che negli ultimi anni si erano moltiplicate.» (D. Icardi, Il fantasma del lettore passato)

Un Natale dal sapore tanto insolito quanto amaro è quello che ci apprestiamo a vivere in questo anno terribile, che ci ha privato e continua a privarci di cose e persone, di quelle piccole grandi libertà che sembrano ormai solo un ricordo lontano. Ma non tutto è perduto. C’è sempre qualcosa pronto a salvarci, a tirarci fuori da questa (ir)realtà, qualcosa che aiuta a sopportare l’amarezza di questa anomala quotidianità, che ci ha costretti a modificare tanto radicalmente quanto inevitabilmente le nostre abitudini.

Desy Icardi attraverso il personaggio dell’avvocato Ferri, protagonista del racconto Il fantasma del lettore passato, restituisce il prototipo del lettore incallito, colui che si astrae da “quel delirio che va sotto il nome di compere natalizie” per rifugiarsi nella lettura di un buon libro. Tuttavia, se è vero – come gli fa osservare la donna delle pulizie – che anche la cosa migliore può risultare dannosa se eccessiva, non è meno vero che l’odore delle pagine dà conforto e che la lettura è lo strumento di salvezza per eccellenza.

Ogni principio di romanzo segna l’inizio di una nuova avventura sì con i personaggi che prendono vita con il progredire della narrazione, ma soprattutto con se stessi. Un’esplorazione entro i confini della propria anima con la conseguente, ineludibile scoperta di una nuova sfaccettatura del proprio essere, di un nuovo lato del proprio carattere. O per dirla con Italo Calvino,

«Dai lettori m’aspetto che leggano nei miei libri qualcosa che io non sapevo, ma posso aspettarmelo solo da quelli che s’aspettano di leggere qualcosa che non sapevano loro.»

Alter ego dello Scrooge del Canto di Natale di Charles Dickens, l’avvocato Ferri non desidera altro che rinchiudersi nella sua biblioteca domestica, abbandonarsi nella sua poltrona e viaggiare, perdendosi, tra le pagine libresche. Ciò spiega il rientro di soppiatto nella propria abitazione, per non farsi scorgere da Madame Peyran, la quale inevitabilmente lo sorprende, ricordandogli il pranzo della vigilia.

Niente lo disturba di più dell’essere ostacolato nell’esercizio della lettura, ormai diventata un’ossessione per la quale non esiste rimedio o cura. Un’ossessione, tuttavia, che per quanto richieda un atteggiamento meditabondo e solitario fa i conti con due fattori di diversa estrazione, seppure entrambi riconducibili al fattore tempo. In primo luogo,

«nella sua [dell’avvocato Ferri] lunga vita, tra una lettura e l’altra, aveva sempre trovato il tempo di aiutare il suo prossimo e, nella maggior parte dei casi, lo aveva fatto servendosi della lettura stessa poiché nulla, a suo avviso, giovava più del libro giusto al momento giusto.»

E poi:

«Il Tempo era un crudele burattinaio […] tirava fili fatti di secondi, minuti e ore, stabilendo quanto gli restava da vivere e, di conseguenza, quanti libri gli era ancora concesso di leggere.»

Insomma, se l’avvocato Ferri resta (o tenta di restare) in disparte per non sottrarre tempo prezioso alle sue letture, noi, durante queste festività, dobbiamo (re)stare in compagnia dei libri, dobbiamo far sì che diventino i nostri migliori amici. Essi, infatti, ci aiutano a migliorare il rapporto con noi stessi – e probabilmente con gli altri – ma, ora più che mai, sono il mezzo mediante il quale possiamo proteggere noi stessi e gli altri, a partire dagli affetti più intimi.

Eppure, in ogni momento i libri sono amici fidati, sempre lì, pronti a soccorrerci, a catapultarci in un mondo altro, fatto di sogni e di speranze, di emozioni e di sentimenti, un percorso meraviglioso che vale sempre la pena di scoprire prima e attraversare poi.

© Antonietta Florio

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...