Thomas Savage, Il potere del cane

«Era sera, l’ora delle congetture. Phil meditava sul fatto che nella vita ciascuno trasmette un dono a qualcun altro; e, come avviene con le corde di cuoio intrecciato, il carattere umano si forma dalla combinazione di tanti fili, a volte con risultati positivi, altre deludenti.» (T. Savage, Il potere del cane)

Historia docet. Tutti i grandi capolavori, prima di essere riconosciuti come tali, devono passare inosservati, per poi essere riscoperti dal pubblico. Si pensi, ad esempio, all’Endimione del poeta romantico inglese John Keats, che ha conosciuto fortuna e successo soltanto post mortem. Ma, come si è avvezzi a dire quasi ogni giorno: “non è mai troppo tardi”.

Nel caso specifico, Il potere del cane di Thomas Savage, nonostante la traduzione recente (2016) per Neri Pozza, non è ancora sulla cresta dell’onda. Pochi, forse, conoscono questo romanzo, ancor meno l’autore, così com’è ridotto il numero di coloro che l’hanno letto.

Appartenente al genere della letteratura western, il romanzo, pur focalizzandosi su una tematica particolare sia per il periodo in cui è ambientata la narrazione, impregnata di realismo, sia per l’epoca in cui l’autore l’ha redatto, è permeato da un florilegio di interpretazioni. L’operazione esegetica – come chiarisce Annie Proulx nella Postfazione – si rende necessaria sin dal titolo.

La frase, che in effetti desta curiosità, deriva dal Book of Common Preyer, e la si ritrova nella sua interezza prima del principio della narrazione vera e propria. Così recita: «Libera l’anima mia dalla spada e il mio amore dal potere del cane».

La figura canina, nella storia, acquista un significato allegorico, in quanto sottende – come rivelerà esplicitamente uno dei protagonisti – al possesso di una sensibilità particolarmente acuta, un’intelligenza sviluppata. Non solo, ma – come si vedrà – si arricchisce di una stretta interconnessione con il tempo passato che, proprio perché trascorso, è migliore del presente.

In quanto western, l’unica ambientazione possibile è quella di un ranch, il ranch dei fratelli Phil e George Burbank nel Montana (a Salt Lake City), nei primi anni 20 del Novecento (il 1924, precisamente). Sin dalla prima pagina, la descrizione dell’evirazione di un vitello, è sintomatico della pluralità dei temi che l’autore affronterà.

Pur riducendosi, in realtà, a un unico argomento di fondo – l’omosessualità che Phil non mostra mai in modo esplicito – Savage pone l’accento altresì sui sentimenti struggenti che imperversano nell’anima di chi conduce un’esistenza solitaria in una parte di territorio che, al di là dell’alcool, non ha e non può offrire altri passatempi.

Se non fosse per il legame sanguineo, si stenterebbe a credere che Phil e George siano fratelli, essendo l’uno completamente all’opposto dell’altro sia per carattere e temperamento, sia da un punto di vista etico-intellettuale. A tal proposito, Annie Proulx osserva:

«È facile vedere i fratelli come personificazioni del Bene e del Male come Abele e Caino, come Debolezza e Forza, come Normalità e Anormalità. Fino a un certo punto il parallelo regge, ma entrambi i personaggi sono molto più complessi.»

Nella fattoria un tempo di proprietà del Vecchio Signore e della Vecchia Signora, loro genitori, Phil si occupa dell’allevamento, mentre George veste i panni dell’amministratore. Il primo è talmente dotato e portato per qualsiasi cosa, che non avrebbe avuto alcuna difficoltà a intraprendere un percorso completamente diverso; il secondo, invece, con lo sguardo perso nel vuoto, si barcamena nel tunnel infinito e labirintico dei suoi pensieri.

Nonostante non siano più due ragazzini, condividono ancora la cameretta e il loro rapporto – si potrebbe azzardare – è idilliaco. A (inter)romperlo sono dapprima le nozze segrete di George con Rose, una locandiera, vedova, poi il suo trasferimento nel ranch e, infine, come “la ciliegina sulla torta”, sarà l’arrivo di Peter, il figlio della donna, a far precipitare ulteriormente le cose e il cui ruolo diventa un centro nevralgico per il prosieguo romanzesco.

È qui che Savage dimostra la sua propria maestria nello scandagliare a fondo l’anima e la psiche di Phil, un personaggio tanto ostico e riprovevole, quanto più tende a mantenere recondita la sua eccessiva sensibilità. È una peculiarità che rende questo personaggio profondamente reale, una sorta di specchio nel quale riconoscersi, giacché sovente riesce più facile erigere una corazza, piuttosto che enucleare sentimenti e stati d’animo.

Proseguendo nella lettura, però, si scopre che il cuore di Phil non è arido, crudele e inaccessibile. Tutt’altro. A farsi strada nell’interiorità dell’uomo è Bronco Henry, un cowboy che, appunto per Phil, è un esempio da seguire, maestro di vita, emblema della gentilezza:

«”Mi ha insegnato un sacco di cose. Mi ha insegnato che se hai fegato puoi fare qualsiasi cosa, fegato e pazienza. L’impazienza è un lusso costoso, Peter. Mi ha insegnato a usare gli occhi, anche. Guarda là. Che cosa vedi?”»

La piega che la storia prende da questo momento in poi conferisce pieno significato al titolo del romanzo, concretizzando e mettendo nero su bianco ciò che ad esso soggiace. L’invito, pertanto, è di leggere il romanzo senza esitazione e, soprattutto senza pregiudizi, poiché l’elemento sul quale occorre focalizzare l’attenzione – e, forse, è proprio quello l’intento di Thomas Savage – è la necessità di trasmutare qualsivoglia forma di crudeltà in sentimenti carichi di bontà. Di deporre la spada e lasciarsi sopraffare dall’amore, perché per vivere in un mondo migliore – seppure il Male non può essere espunto, in quanto è ad esso intrinseco – è necessario che l’uomo cambi se stesso.

© Antonietta Florio

Pubblicità

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...