Gabriel-Aldo Bertozzi, Lettrismo e Inismo

«Per impegno morale dovevamo invece prendere atto che i tempi erano cambiati e per coerenza reagire al rapido declino dei valori. Il 1980 segnava nel mondo la data della scomparsa delle ideologie, un orribile ritorno al passato. I miei amici ed io dovevamo lottare contro tutti. Lo stesso termine «avanguardia» era impiegato per lo più nella pubblicità, per esempio di una vettura «all’avanguardia della tradizione». Quale orrendo ossimoro! Altro che coloro che il Futurismo definì «passatisti»! Insomma, scegliemmo il momento più sbagliato per fondare un movimento rivoluzionario. Ma proprio in tali circostanze si dimostra il coraggio, la coerenza.» (G.-A. Bertozzi, Lettrismo e Inismo)

Il viaggio è la dimensione entro la quale Gabriel-Aldo Bertozzi osserva, spiega, analizza e porta a conoscenza dei lettori Il balzo nella Storia di due grandi avanguardie artistiche della fine dello scorso secolo (1970-1990): il Lettrismo e l’Inismo. «Un viaggio dentro un viaggio» scrive in prima battuta il professor Bertozzi nel suo nuovo volume Lettrismo e Inismo. Un’espressione che, a ben vedere, suona come una dichiarazione di intenti.

Non è soltanto un voyage geografico dall’Italia verso gli USA del fondatore dell’INIsmo in compagnia di Gabriella Giansante, bensì anche – anzi soprattutto – un’escursione all’interno della storia dell’arte più recente. E come ogni storia che si rispetti, considerare e celebrare i suoi protagonisti e il ruolo che hanno svolto, è doveroso. In tal senso, si potrebbe dire che il viatico di Bertozzi offre altresì l’occasione di conoscere più da vicino taluni artisti che oggigiorno, al di fuori dell’àmbito di appartenenza, non sono sovente citati (Maurice Lemaître, Albert Dupont, Jean-Paul Courtay, per citarne alcuni).

Al di là di qualsivoglia stravagante, ma curiosa, divagazione, il comune denominatore è «Vivere nell’Avanguardia». E si tratta di avanguardia sia per il Lettrismo di Isidore Isou, sia per l’INIsmo (Internazionale Novatrice Infinitesimale) di Gabriel-Aldo Bertozzi. Due movimenti profondamente diversi, eppure così profondamente vicini nell’obiettivo apertamente dichiarato di superamento della tradizione.

A dividerli è il fare, la pratica. Se Isou parla di una «teoria del perpetuo divenire» e definisce il Lettrismo

«Arte che accetta la materia delle lettere ridotte e diventate semplicemente se stesse (aggiungendo o sostituendo totalmente gli elementi poetici e musicali) e che le supera per plasmare nel loro blocco delle opere coerenti»

Bertozzi declama l’abolizione dei settori operativi, «propone una nuova estetica in tutti i campi della creazione visiva, scritta e sonora», come si evince dal Secondo Manifesto Inista. Apollinaria Signa (1987):

«© la poesia può anche essere vista o sentita/ ©la poesia è anche profumo e gesto/ ©un sonetto può essere anche ipergrafico e far rima con un/ disegno/ ©il poeta può usare indifferentemente penna, pennello,/ computer o martello, nastro o pellicola […]

Nel mezzo l‘appello alla creatività, l’encomio della positività del genius creativo, seguito immediatamente da uno sguardo lucido e disincantato sulla realtà delle cose e dei fatti:

«Il genio dell’uomo, la sua maggiore creatività, purtroppo, non si esprimono nella creazione artistica, l’uomo raggiunge le più alte forme di raffinatezza, manifesta la più tenace volontà, l’ingegnosità più versatile nel complicarsi la vita, ogni giorno studia con capacità rare e indescrivibili i modi più disumani della propria sofferenza: le guerre continue, le prevaricazioni, la distruzione dell’ambiente, le lotte sociali […], incomprensioni, […] Qui l’uomo esprime il suo più alto grado di genialità, di creatività… appunto nel complicarsi la vita.»

A fungere da trait d’union fra il movimento lettrista e l’INI è lo stesso Bertozzi, il quale negli anni Settanta del secolo scorso aderisce e milita assiduamente nel Lettrismo. È lui a divulgare in Italia le opere lettriste e a farsene portavoce nelle varie esposizioni artistiche in varie città italiane, tanto che Isou (si) augura che il nuovo movimento sorgente al Café Flore di Parigi il 3 gennaio 1980, appunto l’INIsmo, grazie al carisma di Bertozzi riuscisse nell’intento di espandere il Lettrismo ben oltre il quartiere di Saint-Germain-des-Prés (Parigi).

Da questo momento in poi, la trattazione del professor Bertozzi – coadiuvata da testimonianze fotografiche e documenti rari e inediti – si focalizzerà sui rapporti con Isou. Rapporti che saranno sempre cordiali, affettuosi e rispettosi, nonostante le strade (avanguardiste e artistiche) procedano parallele, e nonostante qualche pillola amara da ingoiare.

Se l’uno crede che l’INI sia la forza del Lettrisme, due movimenti che devono puntare alla costruzione della Novatique – o «hyper-créatisme», o «hyper-novatisme» come ebbe a dire lo stesso esponente lettrista -, l’altro ribadisce che Inismo non è Lettrismo. Una volta di più, è la dinamica del dépassement a fare da spartiacque, laddove «l’inista, il veggente di oggi, è responsabile del creatore, del poeta di domani».

Inoltre, fattore che non può restare in sordina, se la creatività di Isou è al servizio della teoria (il sogno di una nuova poesia, una nuova musica) e – scrive Bertozzi – «è l’utopia che spinge il mondo e come tale noi la amiamo, ma quella di Isou concentrata su lui stesso non portava a nulla», quella inista asservisce la teoria all’arte, il progetto alla realizzazione. Non da ultimo, coniuga l’unità inscindibile di etica ed estetica.

Da qui l’«Ini Init», il grande rifiuto di far rientrare il Lettrismo nell’Internazionale Novatrice Infinitesimale. Ne siano una prova questi versi tratti dal primi manifesto inista:

«I lettristi allora stabilirono delle regole di lettura, ma queste sono risultate poco pratiche, poco conosciute e nonostante tutto, troppo francesi. La nostra poesia invece può essere letta da tutti perché adottiamo i simboli dell’Associazione Fonetica Internazionale.»

Opere creative e innovative, avanguardistiche e rivoluzionarie a tal punto da far acquisire all’INI la qualifica di Rivoluzione Rivoluzionata (RR), la cui comprensione – come dice Isou a una studentessa desiderosa di occuparsi di Lettrismo – «dipende dal grado di emancipazione [della gente]».

Con stile sobrio e stravagante, che conferisce alla scrittura un ritmo fluido e avventuroso, Gabriel-Aldo Bertozzi, con ironia e umorismo, veste i panni del cicerone nel condurre i lettori nell’universo artistico, laddove si staglia la celebre locutio INIsta, diventata ormai un motto INIntramontabile: «Noi, con voi, andremo oltre».

© Antonietta Florio

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